martedì 23 agosto 2016

Anteprima [Graphic Novel]: Itero perpetuo di Adam Tempesta

Buonasera Lettori Meravigliosi! :)
Torniamo attive tra voi anche con le anteprima e questa a carattere fumettistico non potete certo perdervela! il 30 Agosto uscirà per eris edizioni un Graphic Novel davvero molto particolare, scopriamolo insieme!

Itero Perpetuo di Adam Tempesta


Un’odissea tra mondi visionari e creature assurde dell’autore rivelazione dell’anno. 

Eris edizioni è lieta di annunciare l’uscita dell’opera prima di Adam Tempesta. Itero perpetuo presenta sin da subito gli elementi chiave della poetica di quest’autore che davvero non contempla il realismo nel suo universo creativo. Dopo l’anteprima gratuita del volume, le prime 16 pagine, distribuita al Napoli Comicon 2016, è stato chiaro che lo stile poliedrico di quest’autore giovanissimo, classe 1992, non lascia il pubblico indifferente. La sua maturità stilistica e narrativa sono incredibili per un autore alla sua prima esperienza su un’opera così corposa. La totale fluidità nella gestione narrativa delle tavole, il dinamismo delle vignette e delle molteplici griglie utilizzate, pagina dopo pagina, sono gli elementi peculiari di un autore che ha già una consapevole e stupefacente padronanza di tutte le possibilità del mezzo. Itero perpetuo non è solo un’opera stilisticamente completa e coerente, ma anche un unicum nel panorama italiano odierno per riferimenti artistici e ricerca espressiva. 
Itero perpetuo racconta il viaggio disperato di un astronauta che, perso nello spazio più profondo e con una totale amnesia che gli ha cancellato quasi tutti i ricordi, vuole solo tornare a casa. Ma se la narrazione oscilla tra l’action e il comedy, è palese che è il demenziale a conquistare lentamente la scena. 
408 pagine per spiare potenziali presenti e futuri di un genere umano “alienizzato” e di alieni molto umani. Capitolo dopo capitolo, ogni verità e certezza viene messa in discussione, con ironia, ma anche con un cinismo quasi filosofico o metafisico, senza mai perdere il filo di questa odissea che porta l’astronauta sempre più vicino a casa, una casa che non riesce a ricordare. 
Il volume è impreziosito da una sovracoperta con elementi fluorescenti molto essenziale che si contrappone alla copertina del volume, un’esplosione di colori ed elementi, un incrocio tra un flusso creativo alla Fort Thunder style e una versione magmatica e distorta di Adventure time. 
Quest’autore visionario, che riesce a inglobare nel suo lavoro suggestioni artistiche ed espressive veramente a 360 gradi creando un amalgama perfetto, ha già saputo conquistarsi l’interesse di un pubblico veramente eterogeneo. Itero perpetuo è una ventata d’aria fresca nel panorama del fumetto italiano: una perfetta alchimia tra surreale e assurdo – strade oramai abbandonate e troppo inesplorate dal fumetto nostrano da molti anni – che sancisce, a tutti gli effetti, l’affacciarsi di una nuova generazione di autori nel mondo della nona arte italiana.



ABSTRACT 
Un uomo, un astronauta, disperso nelle profondità infinite dello spazio, vuole solo tornare a casa. Ma dov’è? Qual è il suo mondo? Sembra non ricordare nulla, l’unica consapevolezza è che ha una casa, e ovunque questa sia, lì c’è anche la sua famiglia che lo aspetta. Quindi non può che mettersi in viaggio, nel tentativo di tornare da chi lo ama. Ma l’universo è pieno di insidie, mostri, complotti, guerrieri psichici, minacce aliene e soprattutto mondi che si assomigliano l’un l’altro. Fortunatamente non è solo, al risveglio dopo l’incidente che probabilmente è la causa della sua amnesia, ha trovato un prezioso alleato, uno strano polletto, che gli offre aiuto e lo accompagnerà nei meandri più insondabili dell’universo. Questa storia, surreale, comica e demenziale, ci porta a spasso nell’assurdo. Alla sua prima graphic novel, Adam Tempesta si presenta come un autore visionario che davvero non contempla il realismo nel suo universo creativo.

AUTORE 
Adam Tempesta nasce un giorno, nell’anno del 1992. Adam è uno spettatore di questa realtà. Il suo intento tramite i suoi disegni è quello di ficcare in testa alle persone di non dare niente per scontato. Il suo sogno è vedere un giorno le persone guardare il cielo, chiedersi cosa c’è oltre il tetto nero dell’Universo durante una bella giornata di sole con gli amici. Fumettista, illustratore e writer. adamtempesta.it Abstract

Recensione: Avevamo ragione noi - Storie di ragazzi a Genova 2001 di Domenico Mungo


Prezzo: € 13,00
Pagine: 256
Genere: Narrativa
Editore: eris edizioni
Data di pubblicazione: 28 Giugno 2016

Genova 2001. G8. Un ragazzo riprende gli scontri con una telecamera, non si rende conto di quanto è vicino sino a quando la prima manganellata lo colpisce. Un altro ragazzo urla rabbioso sotto un cielo pregno di lacrimogeni, lanciando pietre contro il fumo di un blindato in fiamme. Un’infermiera assiste impotente alla mattanza nelle celle di Bolzaneto. Il romanzo di Domenico Mungo, un episodio dopo l’altro, ripercorre a ritroso le giornate del G8, dalla macelleria della Diaz al primo giorno, quando un corteo colorato e festoso dava il via a un contro-vertice di persone convinte delle proprie ragioni e niente di tutto quello che è successo sembrava possibile. E poi l’incubo: le urla che si confondono con l’eco dei manganelli che battono contro gli scudi, un morto ammazzato e la furia cieca di chi non lo potrà mai accettare. Avevamo ragione noi racconta il trauma collettivo e i sogni infranti di una generazione che dopo quelle giornate non è stata più la stessa, con le emozioni e il terrore di chi in quei giorni c’era e non potrà mai più dimenticare.

Ogni Paese ha una propria storia personale interna, una storia fatta di conquiste, possedimenti, traguardi importanti raggiunti, ricchezza da una parte e povertà dall'altra, una storia di guerre civili, di fazioni che vogliono imporre il proprio credo, la propria ideologia ed il proprio punto di vista a tutti i costi, di vittime, morti, mattanze e sangue che scorre di un colore rosso così intenso da pensare, addirittura, che possa essere finto. L'Italia è stata, negli anni, tutto questo, ed è questo che continuerà ad essere, e le vicende di Genova del 2001 di cui, purtroppo, la nostra patria si è resa protagonista, ne sono l'esempio perfetto. In Avevamo ragione noi Domenico Mungo ripercorre attimi e scorci di un evento che è passato alla storia per il motivo sbagliato. 

Siamo nel 2001 e per Genova è una delle annate più importanti: il capoluogo ligure, infatti, a Luglio sarà la vetrina del mondo ed il suo suolo ospiterà la ventisettesima edizione del G8 un forum politico che vede protagonisti i ministri dei Paesi più ricchi a livello economico. Tutto è pronto, le misure di sicurezza sono state disposte e nonostante le paure l'Italia si sente all'altezza del compito. Ma qualcosa non va come dovrebbe e quelli che dovevano essere giorni pacifici di cortei e proteste simbolo dei diritti dei cittadini si trasformano presto in repressione e sangue, e seminare il terrore sono proprio quei corpi che avrebbero dovuto garantire la sicurezza ad ogni essere umano. Domenica Mungo racconta quei momenti indimenticabili grazie agli occhi di chi la paura l'ha vissuta in prima persona, da chi è ancora tormentato da immagini raccapriccianti e di chi, nonostante tutto, crede ancora nell'umanità.



Fin dalle prime pagine, e già dall'introduzione, il lettore riesce a percepire l'atmosfera pesante, cupa e pregna di dolore che aleggia sull'intero romanzo e che, soprattutto, nel corso della lettura riuscirà a penetrargli nell'anima facendogli sentire in tutto e per tutto la paura e l'ansia che solo la drammaticità di una situazione simile può generare. Proprio per questo motivo affrontare questo libro non è stato facile per nulla, ne percepivo il peso e l'importanza, ma non potevo semplicemente chiuderlo e dedicarmi ad altro, sentivo la necessità di continuare a leggere, a conoscere e ad arricchirmi, di cercare di capire di più quel mondo che ho sempre vissuto troppo lontano, senza spirito critico e con troppa superficialità.

Ad ampliare questa sensazione di imponenza troviamo una struttura del romanzo molto particolare e molto efficace dal punto di vista narrativo le voci narranti sono differenti, sempre diverse, e ogni capitolo porta il nome di una delle otto nazioni protagoniste dell'evento politico come a voler sottolineare, in qualche modo, quanto ogni singolo partecipe sia stato influente in tutte le vicende. Alcuni Interludi, come fosse una strana melodia, vanno ad alternarsi ai classici capitoli facendo assistere il lettore ad altri scorci di vita traboccanti sorpresa, smarrimento e delusione, e questi così come i capitoli hanno una propria colonna sonora, una canzone da cui farsi cullare e assistere durante la lettura che si dimostra essere un'esperienza unica ed interessante per quanto faccia male al cuore. Il tutto viene impreziosito da alcune illustrazioni molto semplici, ma molto evocative, rappresentazioni di piccoli scorci che riescono a trasmettere nel lettore tutte quelle emozioni che le parole non sono in grado di dare.

Le tematiche che Domenico Mungo affronta attraverso queste testimonianze non possono certamente passare inosservate: la lotta dei cittadini per i proprio diritti, il problema della violenza la cui fonte è proprio chi, in realtà, dovrebbe proteggerci, una politica che non è in grado di difendere e assicurare serenità al suo popolo che con la minima speranza di vedere anche solo l'ombra di un cambiamento si dirige alle urne e la elegge, un rinato razzismo che non potrà che portare scompiglio e generare problemi, la paura della globalizzazione e quella strana opprimente sensazione che dell'umanità vera, con un cuore, un'anima e dei sentimenti non esista più da tempo. 

Le riflessioni a cui tutto questo porta sono molteplici, alla fine del libro ci si sente stanchi, saturi e provati, si alza la testa e si guarda il mondo in modo differente, ci si chiede perché, ci si chiede come e ci si rende conto che, forse, dal 2001 non molti passi avanti sono stati fatti. All'epoca dei fatti ero poco più di una bambina e Avevamo ragione noi mi ha spinto a cercare altro, ad informarmi con coscienza, ad andare al di sotto della superficialità e tutt'ora, a lettura conclusa, ne sento il peso e al contempo ne percepisco l'importanza, ed è proprio per questo che ognuno di voi dovrebbe avere questo libro tra le mani, affrontarlo con forza e cognizione di causa, farsi sommergere dalla durezza delle sue parole, ma esserne grato per ogni singola lacrima.

Recensione [Anteprima]: L'uomo che inseguiva i desideri di Phaedra Patrick

Prezzo: € 16,90
E-book: € 9,99
Pagine: 271
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data Pubblicazione: 1 Settembre 2016

Da un anno la vita di Arthur è sempre la stessa:si sveglia alle 7 e compie ogni giorno i soliti gesti, si trascina per casa aspettando di tornare a dormire... Da un anno la sua vita è fredda e vuota, da un anno la sua amata Miriam non c'è più e per lui ora nulla ha più senso. Il giorno del primo anniversario di morte di Miriam Arthur si fa coraggio e decide di sbarazzarsi di tutte le cose della moglie e mentre decide cosa are in beneficienza e cosa buttare trova una scatolina nascosta dentro uno stivale! 
Dentro la scatola a forma di cuore Arthur trova un bracciale con dei ciondoli, osservandoli meglio scopre che sul ciondolo a forma di elefantino c'è inciso  qualcosa: un numero di telefono indiano. Arthur prende coraggio e decide di chiamare e in seguito a questa telefonata scoprirà qualcosa su sua moglie che non avrebbe mai immaginato e così decide di scoprire la storia legata ad ogni ciondolino presente nel bracciale...






Ci sono libri che vengono scritti con il cuore in mano e che finiscono per parlare al cuore di chi ha la fortuna di leggerli e L'uomo che inseguiva i desideri è proprio uno di quei libri!
L'arrivo di questo libro è stato inaspettato, una sorpresa che mi ha rallegrato fin dalle prime pagine e che già dalla copertina mi ha rubato il cuore.
La storia di Arthur è una storia dolce, fatta di scoperte e di coraggio, un percorso indietro nel tempo nella vita di Miriam prima di sposarsi ed un viaggio per Arthur verso una seconda felicità, una rinascita in cui aveva smesso di credere.
Non appena si inizia la lettura ci si ritrova completamente perduti tra le pagine, fin da subito infatti la storia scritta da Phaedra Patrick arriva al cuore del lettore e lo rapisce: Arthur è un simpatico vecchietto di quasi 70 anni, che dopo la morte della moglie si è ritrovato a dover fare i conti con la solitudine, con il dolore e con il vuoto che una tale perdita ha lasciato nella sua esistenza, ma che un giorno scopre un braccialetto con dei ciondolini e ogni ciondolo nasconde una storia e da qui in poi la curiosità del lettore diventa tutt'uno con quella di Arthur ed ogni speranza di staccarsi da questo libro anche solo per dormire svanisce! 
Protagonista principale di questo meraviglioso libro è Arthur, che subito si fa amare dal lettore, lo fa sorridere e lo commuove, regalandogli un arcobaleno di emozioni, ognuna delle quali lascia un segno ed ogni cosa su cui riflette Arthur fa riflettere anche il lettore, che pagina dopo pagina si rende conto di quanto spesso si finisce per perdersi, smettendo di apprezzare ciò che abbiamo, dandolo per scontato e rischiando di non goderne per poi rimpiangerlo.
Passo passo Arthur vi condurrà alla scoperta non solo delle storie legate ad ogni singolo ciondolo, ma vi mostrerà la sua vita e lo osserverete mentre ritrova se stesso, ripercorrendo la sua vita e analizzando i suoi errori, cercando per quanto possibile di porvi rimedio e scoprendo così che la felicità non lo aveva mai abbandonato.
Ogni ciondolo presente nel braccialetto di Miriam custodisce una storia interessante, alcune sono dolorose, altre molto dolci e tutte portano Arthur a fare nuove esperienze e a conoscere nuove persone, scoprendosi così un uomo che sa ascoltare e soprattutto che sa donare ottimi consigli. 
Ho amato ogni singolo capitolo di questo libro, mi ci sono abbandonata completamente ed ho lasciato che mi cullasse e mi travolgesse con la la dolcezza della sua storia, ritrovandomi spesso a sorridere e sentendo crescere nel petto un'emozione fortissima ad ogni nuova scoperta.
Phaedra Patrick sa come arrivare dritta al cuore del lettore, sa come parlargli e con il suo stile semplice, descrittivo e scorrevole riesce a far vivere un'avventura senza uguali, dove ogni persona che si incontra capitolo dopo capitolo ha una sua storia personale da raccontare: tutti bene o male son ben definiti e ben caratterizzati e al di là delle storie legate ai vari ciondoli Arthur ne scopre altre, è come una matrioska infinita, storie dentro altre storie ed ognuna insegna qualcosa. 
L'uomo che inseguiva i sogni è una bellissima favola moderna, che con la sua dolcezza e le sue tante storie da raccontare ci regala momenti unici, offrendoci la possibilità di scoprirci ancora sognatori, riassaporando la gioia delle piccole cose e donandoci una delle letture più belle degli ultimi mesi, forse la più bella di quelle pubblicate fino ad ora.
Vi consiglio con tutto il cuore questo libro, che sono certa vi farà dimenticare la tristezza per la fine dell'estate e delle vacanze e vi farà iniziare nel modo migliore settembre.
Leggendo il libro della Patrick non vi annoierete mai, leggerete ad oltranza fino a quando non vi si chiuderanno gli occhi e vi ritroverete a domandarvi quale storia nasconde un determinato ciondolo e man mano che scoprirete ogni storia ed ogni vita protagoniste di questa magica avventura vi sentirete appagati e soddisfatti.







martedì 16 agosto 2016

Recensione: I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga


Prezzo: € 6,90 (collana Tascabili)
Ebook: € 4,99
Pagine: 400
Genere: Thriller/Mistery storico
Editore: Giunti 
Data di pubblicazione: 22 Giugno 2016

È il 1890 e Charlotte, giovane istitutrice berlinese, abbandona tutto per raggiungere l'Inghilterra, decisa a rifarsi una vita dopo una terribile delusione d'amore. Giunta nella splendida tenuta di Chalk Hill, sulle verdi colline del Surrey, dovrà occuparsi della piccola Emily, l'incantevole figlia dell'altezzoso sir Andrew. Tra Charlotte e la bambina nasce subito un forte affetto, turbato però da un evento tragico che continua a tormentarla. Da quando la madre è morta in circostanze misteriose, Emily è convinta di vederne lo spettro, soffre di sonnambulismo e prova un inspiegabile terrore alla vista del fiume che scorre accanto alla villa. Charlotte tenta di indagare, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di lady Ellen. Solo con l'aiuto dell'affascinante giornalista Thomas Ashdown, chiamato a investigare sulle strane apparizioni che avvengono nella casa, Charlotte riuscirà a far luce su un segreto sconvolgente, nascosto tra le antiche mura di Chalk Hill. E forse, a poco a poco, imparerà di nuovo a credere nell'amore...

Il mondo dei lettori è un mondo molto vario, non tutti hanno le stesse opinioni, non tutti trovano un libro accattivante, avvincente o al contrario banale e noioso, e molte divergenze riguardano, spesso, l'importanza delle recensioni. Io, personalmente, mi ritengo una lettrice curiosa che legge con rinnovato interesse ogni opinione altrui senza, però, farsi condizionare dalle stesse: intorno a I misteri di Chalk Hill si era creata, fin dalla sua uscita, una grande spaccatura, tra lettori a cui era piaciuto notevolmente ed altri a cui, invece, ogni pagina era pesata particolarmente. Consapevole di tutto questo, mi sono approcciata alla storia di Susanne Goga con uno spirito critico più accentuato del solito, curiosa ma attenta ai particolari e la conclusione a cui sono arrivata mi ha divisa, portandomi ad apprezzare lo scritto per alcuni aspetti e a ritenerlo deludente per altri.

Charlotte Pauly è una giovane istitutrice pronta a lasciarsi alle spalle la sua patria, e lo scandalo che l'ha vista protagonista solo poco tempo prima, per recarsi in Inghilterra e dare avvio ad una nuova vita non senza difficoltà. Alle dipendenze di Sir Andrew, parlamentare molto in vista nella capitale inglese, fa la conoscenza di Emily, la bambina di otto anni di cui si dovrà occupare e che si rivelerà essere fin da subito molto sveglia e diligente, l'alunna perfetta, forse anche troppo. Con il tempo l'affetto che Charlotte prova nei confronti di Emily crescerà fino a legare le due in modo particolare, ma un'ombra aleggia sulla villa di Chalk Hill: l'atmosfera che ha accolto l'istitutrice, infatti, si rivela fin da subito tesa e misteriosa e l'inquietudine non farà che crescere da quando la bambina, colta da incubi notturni ed episodi di sonnambulismo, asserisce di vedere la madre, Lady Ellen, morta qualche mese prima in circostanze strane. Charlotte comincerà ad indagare e nonostante l'obbligo di silenzio imposto da Sir Andrew riuscirà a portare a galla segreti e misteri sconvolgenti: cosa si cela dietro la morte di Lady Ellen? Emily riesce a parlare davvero con lei ogni notte?

Fin dalle prime pagine l'elemento che più ho apprezzato del libro e che ha trovato pareri concordanti in tutti si palesa al lettore in tutta la sua forza: l'atmosfera che accoglie e avvolge il lettore è in grado di far nascere in lui una grande curiosità, il mistero che fin da subito sembra celarsi tra le mura di Chalk Hill tiene alta la sua attenzione, e questo gli permetterà, senza fatica, di calarsi immediatamente nella storia desideroso di arrivare alla fine per portare a galla, insieme alla protagonista, il segreto che si cela dietro le parole dell'autrice. Questo entusiasmo iniziale, però, comincia a scemare dopo il raggiungimento delle prime cento pagine quando la storia, purtroppo, si rivela fin troppo prevedibile: Susanne Goga, infatti, semina per la strada troppi indizi e troppi dettagli che faciliteranno immediatamente il lettore nello sciogliere il nodo centrale del romanzo. Da questo momento, quindi, l'attenzione che il lettore aveva riservato precedentemente alle prime pagine tenderà a calare, senza mettere però a repentaglio il proseguimento della lettura che rimarrà comunque dolce e fluida.

Molto ben studiate, inoltre, sono le ambientazioni, altro elemento che mi ha convinto particolarmente: l'Inghilterra del 1890 sognante descritta dall'autrice mi ha dato subito l'idea di trovarmi all'interno di un classico delle sorelle Bronte, le atmosfere che solo una cittadina inglese e la grande capitale sono in grado di creare rendono il tutto magico ed incredibilmente attraente: la grande capacità narrativa di Susanne Goga dona al romanzo quel surplus di cui necessitava. Non così invece per i personaggi che risultano per la maggior parte del libro abbastanza piatti, senza una particolare evoluzione o una personalità di spicco e questo rispecchia in tutto la narrazione in generale che non presenta colpi di scena eclatanti. Solo nelle pagine finale assistiamo ad un principio di cambiamento, in positivo, nel padre di Emily e una piccola crescita a livello affettivo nella protagonista assoluta, Charlotte Pauly, che per quel che mi riguarda è stata la personalità più deludente tra tutti: mi sarei aspettata in lei molto di più proprio a livello di carattere, elementi che non ho riscontrato e una maggior comprensione nei confronti della situazione che la bambina si è trovata suo malgrado a vivere che è mancata. Questo non vuol dire, però, che non ci siano stati caratteri positivi, come quello Thomas Ashdown, colui che correrà in aiuto di Charlotte, ma devo ammettere che non ho trovato nessuno di così tanto interessante ed originale da farmi cambiare idea radicalmente sul romanzo.

Se, poi, come dicevo prima, l'elemento che caratterizza il mistery ed il thriller si rivela scontato, discorso diverso deve essere fatto invece per quello tipico del romance: il romanticismo tanto acclamato in realtà si vedrà veramente solo nelle pagine finali e sporadicamente all'interno del romanzo, ma solo in riferimento al passato della nostra istitutrice. Come ben sapete io non sono un'amante del genere e non nego che la poca presenza del carattere amoroso è andata, sempre a mio avviso, a favore dell'intera storia, salvo però farmi storcere un po' il naso nel finale: l'ultima scena mi ha ricordato fin troppo uno dei classici più grandi della letteratura classica, Orgoglio e Pregiudizio, sebbene il tutto si sia svolto in circostanze ed ambienti differenti.

Lo stile è stato l'elemento essenziale che, tutto sommato, mi ha fatto apprezzare il romanzo: come già ricordato in precedenza, Susanne Goga possiede grandi doti narrative messe in risalto da uno stile molto fluido, dolce e melodioso. Nel complesso, quindi, mi sento di consigliare questo libro a cui, però, occorre approcciarsi senza troppo pretese e con un occhio sognante verso la Londra che così bene l'autrice riesce a disegnare.

venerdì 12 agosto 2016

Recensione [Fumetti]: Civil War #2 - Scontro finale di Mark Millar e Steve McNiven


Prezzo: € 4,99 - secondo volume della collana "Le battaglie del secolo"
Pagine: 160
Editore: Panini Comics

L'atto di Registrazione emanato dal Governo ha diviso in due il mondo dei supereroi: chi ha deciso di firmare è legittimato ad agire in piena legalità per la salvaguardia dei cittadini, chi, invece, ha deciso di ribellarsi è considerato in tutto e per tutto un fuorilegge. Le due fazioni sono ormai schierate in campo e la battaglia più dolorosa e pericolosa ha cominciato il suo corso: Iron Man e Capitan America si stanno fronteggiando senza riserve, lo scisma è ormai divenuto netto, ognuno ha fatto la propria scelta ed è pronto a subirne le conseguenze. Ma chi potrà definirsi davvero vincitore?

Dopo essermi immersa nel primo volume della serie non ho potuto fare a meno di buttarmi sul seguito con rinnovata gioia: il colpo di scena finale che la prima parte di Civil War ha riservato ai suoi lettori ha contribuito fortemente a far crescere in me, ancor di più, la curiosità ed il desiderio di scoprire come si sarebbe evoluta in seguito la situazione, e sebbene fossi già a conoscenza, a grandi linee, del finale, non nego di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questo Scontro finale. Non mi aspettavo certamente un fumetto così intenso, così ricco di azione e di emozioni, di dialoghi precisi, potenti ed importanti che hanno saputo dare un tono profondo ad una storia che va al di là di armature e poteri da super umani.


I colori intensi ed il tratto forte e deciso delle prime tavole riportano il lettore nel mondo di Mark Millar e Steve McNiven esattamente là dove si era interrotto il primo volume, nel momento in cui la prima delle molte battaglie che vedranno le due fazioni fronteggiarsi tocca l'apice: Thor, il Dio del tuono, creduto morto tempo addietro, è tornato e schieratosi tra le fila di Iron Man sta seminando distruzione tra i compagni fedeli alla causa di Capitan America. Da questo momento in poi l'azione diverrà la vera protagonista della storia: la dinamicità che contraddistingue ogni tavola accompagna il lettore in un succedersi di eventi incredibilmente accattivanti, staccare gli occhi dal fumetto e riprendere a vivere nella realtà diverrà assolutamente impossibile, il trasporto emotivo con cui vi si calerà lo farà sentire parte integrante dello stesso e lui, insieme ai suoi compagni supereroi, dovrà fare i conti con le scelte prese in precedenza, accettarne le conseguenze ed agire in funzione ad esse.

Oltre ai due protagonisti principali, esattamente come nel primo volume, anche qui troviamo i supereroi che abbiamo imparato a conoscere con il tempo e gli autori sono stati molto abili a dare alla loro presenza un'importanza tutt'altro che marginale: al di là del loro contributo in battaglia, il lettore si calerà profondamente nelle loro vite, osservando con una certa malinconia come, a causa di questa guerra, siano cambiate, come un evento tragico come la morte di un amico, alleato o meno, sia in grado di creare crepe, più o meno profonde, in rapporti d'amicizia ormai consolidati o in famiglie in cui l'Amore si era ormai ben radicato. In particolare io personalmente sono stata molto colpita dall'influenza che la vicenda ha esercitato su Reed e Susan, rispettivamente Mr. Fantastic e La donna invisibile, la coppia facente parte dei Fantastici 4: qui la mia emotività ha preso il sopravvento ed il dolore che le parole dei due hanno trasmesso mi è penetrato dentro come fosse mio. Questo evento, in generale, segna un punto di svolta nella storia, sia dal punto di vista del proseguire della vicenda sia dal punto di vista prettamente emotivo, alcune alleanze si dimostrano essere deboli di fronte all'affetto che un essere umano può provare nei confronti di un altro e tutte le certezze sembrano vacillare.

I colpi di scena si susseguono, inesorabili, per tutta la durata della narrazione che, grazie a dialoghi intensi, precisi e penetranti non smette mai di sorprendere e non annoia mai. Il finale al cardiopalma, che lo si conosca già o meno, lascia il lettore con il fiato sospeso, incerto su come il tutto si possa sviluppare, ma girata l'ultima pagina, letta e ammirata l'ultima tavola un senso di incertezza, malinconia e tristezza si affaccerà per poi non lasciare più la sua anima: indipendentemente dalla parte in cui ci si è schierati, è impossibile decretare veramente un vincitore perché la vittoria sul campo non potrà mai rimarginare la ferita profonda che ogni combattente, ogni protagonista, porta nel cuore.

giovedì 11 agosto 2016

Books&Babies [Recensione] :Collana -Cucù chi sono?


Prezzo: € 6,90 cadauno
Pagine: 24
Editore: La Coccinella
Genere: 3+

Un libro per scoprire, dei buchi per giocare, un indovinello per indovinare. 
Cucù, chi si nasconde dietro alla pagina? Un libro freschissimo che sorprende e diverte.

Questi due simpaticissimi libricini fanno parte della collana Cucù chi sono?
Il primo è intitolato "Chi c'è nella foresta?" ed il secondo "E tu che verso fai?".



Pochi segni appena abbozzati fanno intuire l'animale che si nasconde e la soddisfazione nell'indovinare è alle stelle per il piccolo lettore.
Due buchini fanno intravedere gli occhi della pecorella ed una corona si addice al leone "re della foresta". Tra un beee ed un ruggito tra giraffe, elefanti, ed abitanti della savana ,che si nascondono per non farsi riconoscere, ecco che si ode un chicchiricchì, un cra-cra ed un bau-bau si scoprono i versi degli animali.
Intuitivi da disegni colorati e semplici questi libricini stimolano alla scoperta e conoscenza e risultano molto robusti per essere letti e riletti e letti di nuovo.
Molto carini e ideali come idee regalo.





 


Recensione: Abisso di AA.VV


Prezzo: € 0,99 (Link d'acquisto)
Pagine: 60
Genere: Racconti Fantasy
Editore: Plesio Editore
Data di pubblicazione: 1 Novembre 2014

‘Abisso’ è una raccolta di racconti fantastici, selezionata dal concorso IncPi, amministrato da Plesio Editore. Ma cos'è l’abisso? E di cosa parlano questi racconti? Secondo il vocabolario, il significato più comune della parola è ‘grande e smisurata profondità’, e come tale lo vede Paolo Spaziosi (Il primo volo), che per il secondo anno consecutivo dà prova delle sue capacità in questo concorso. Spesso, però, ‘abisso’ sottintende le profondità marine, ed è così che Federico Jahier (Verso l’abisso e oltre) e Paola Alesso (La speranza sul fondo del mare) lo interpretano. Dà invece un significato più letterario al termine Mattia Insolia, giovane autore del racconto primo classificato (Obyque, città sopra l’Abisso), la cui fossa fisica penetra nelle viscere della terra, risvegliando entità ancestrali. In ultimo l’abisso di Alessandra Cigalino (FATA) e Alessandro Stringa (Caduta Infinita), che ammicca al concetto di vastità e che, in entrambi i casi, si trova a valicare i confini della nostra Terra. Una serie di racconti che, comunque, non può lasciarvi indifferente.

Dopo aver saggiato la qualità dei racconti selezionati dalla Casa Editrice Plesio nella recente raccolta Di sognanti e altri eroi, mi sono fatta trascinare dall'entusiasmo e dalla curiosità e mi sono calata in altri mondi con i racconti presenti in Abisso, un'altra sapiente ed intelligente selezione che ha saputo mettere in luce altri autori di qualità e altre menti raffinate. Affermare di esserne stata piacevolmente sorpresa, questa volta, è davvero riduttivo: ogni pagina ha saputo conquistarmi, ammaliarmi e farmi provare emozioni incredibili accompagnando la mia anima attraverso universi tutti differenti, originali e tutti particolarmente interessanti. Quando si pensa all'Abisso la prima cosa che viene in mente è uno spazio nero, cupo e oscuro che non lascia scampo, un luogo da cui tornare non è più possibile, un luogo in cui l'anima di perde senza fare più ritorno, ma avete mai provato a pensare a questo in modo completamente differente, a vedere in lui un qualcosa di salvifico? Come la maggior parte delle nostre parole, anche Abisso si lascia sottoporre alle più diverse interpretazioni ed ogni autore è riuscito a portare il lettore in ognuna di esse facendolo scendere dapprima nelle profondità della Terra, poi del Mare fino ad arrivare a raggiungere addirittura un altro pianeta e tornare, in caduta libera, nelle viscere della vita terrena.

Il primo racconto, Obyque - Città sopra l'Abisso, nasce dalla penna di un giovanissimo autore, Mattia Insolia, che pur dando alla parola il significato classico ed immediato che tutti le attribuiamo ha saputo creare una storia originale in grado di catturare la curiosità del lettore fin dalle prime righe: il protagonista è Will, un uomo non soddisfatto del suo passato che decide di lasciarsi alle spalle quel poco che gli è rimasto per aderire ad un progetto misterioso che lo porterà in luogo che non dovrà mai esistere. La dinamicità della scrittura dell'autore dona al racconto un ritmo veloce ed incalzante che rende l'esperienza della lettura unica, il lettore si sentirà travolto dagli eventi di cui, nonostante tutto, si vorrà sentire il protagonista e sebbene la fine possa, in qualche modo, essere prevedibile o scontata la curiosità non cesserà mai di pervadergli l'animo e lo porterà a girare l'ultima pagina in tempo brevissimo.

Con il secondo racconto, invece, Federico Jahier ci riporta nelle profondità del Mare: Jack, il protagonista di Verso l'abisso e oltre, ha un unico grande desiderio, quello di scoprire cosa si cela sotto la superficie marina e spingersi là dove solo tre grandi personalità, prima di lui, sono riuscite ad arrivare. Nonostante la poca fiducia che gli altri scienziati ripongono nella sua missione, Jack non si dà per vinto, ma cosa scoprirà una volta raggiunto l'abisso più profondo? La scena con cui la storia si apre rappresenta un momento cruciale dell'intera vicenda ed è in grado di catturare subito l'attenzione del lettore che si ritroverà a divorare le poche pagine che lo separano dall'epilogo pur di scoprire la verità e andare a fondo insieme a Jack. Rispetto al racconto che lo precede, questo risulta essere molto più riflessivo e attento ai dettagli, la lettura scorre meno veloce, ma lo stile semplice e accurato dell'autore la rendono comunque piacevole ed incredibilmente emotiva.

Quello di Paolo Spaziosi è, invece, il racconto (il terzo) più breve: Il primo volo, formato da sole due pagine, racchiude in se stesso una storia piena di desideri, una storia che farà sognare ad occhi aperti e che sorprenderà fino all'ultima parola. Chi sia il narratore non ci è dato saperlo, ma il desiderio e le bellissime ali del protagonista accompagneranno il lettore nel luogo incantato che noi umani siamo soliti chiamare Olimpo. L'atmosfera che in sole due pagine l'autore è stato in grado di creare è magica e irradia quell'intensità che solo pochi autori sanno trasmettere. 

Torniamo poi sul fondo del mare insieme al quarto racconto, quello di Paola Alesso: in La speranza sul fondo del mare facciamo la conoscenza di una piccola tribù guidata dal vecchio Xabat in uno dei momenti più dolorosi della loro esistenza. La scomparsa di una ragazza, Irune, ha sconvolto la piccola comunità di Bahia Dorada, ma quando qualche giorno dopo il suo corpo viene ritrovato a galleggiare sulle superficie dell'acqua tutto cambia: Irune è viva e deve portare un messaggio importante a tutto il suo popolo. E se l'Abisso del mare, in questo caso, fosse l'unica via per la salvezza? Tra tutti i racconti contenuti nella raccolta, questo credo sia quello più particolare e originale di tutti: l'intensità e la profondità della storia si palesano al lettore fin dal principio, quando il momento di dolore lo assale e lo fa sentire piccolo di fronte ad evento così grande ed inarrestabile. Il tutto, poi, si sviluppa sempre su questa linea, i sentimenti verranno messi in evidenza in particolar modo ed il lettore non potrà fare a meno di sentire sua la storia, di sentirsela dentro fino al cuore, fino all'anima.

La menzione d'onore, poi, aspetta ai due racconti di Alessandra Cigalino, con FATA, e Alessandro Stringa, con Caduta Infinita. Le due storia si differenziano notevolmente sia per quel che riguarda la lunghezza sia in relazione al contenuto: nel primo l'autrice ci porta nella casa di due fratelli abituati alla solitudine a causa dei continui impegni lavorativi dei genitori nella notte di Capodanno. Tutto sembra procedere nella più normale monotonia, ma quando Sidney per colpa di un blackout rimane bloccata in ascensore tutto sembra precipitare. L'arrivo di uno strano ragazzo le riporterà la luce della speranza e ben presto le svelerà il suo obiettivo: il pianeta Terra sta crollando su se stesso e l'unica via di fuga è il trasferimento dell'intera popolazione su un altro pianeta, quella di FATA. La tematica che l'autrice affronta in questo intenso racconto è molto importante: l'essere umano non è in grado di comprendere la pericolosità delle sue azioni e delle relative conseguenze, se non nel momento in cui ormai tutto è perso, e questo la storia riesce a renderlo in maniera impeccabile offrendo spunti di riflessione per nulla scontati. Lo stile di scrittura, poi, rende il tutto ancora più forte e intenso chiudendo un cerchio praticamente perfetto. Nel secondo, invece, l'autore riesce, in sole due pagine, a raccontare un momento solenne nella vita di ognuno di noi: il protagonista è un astronauta in caduta libera, non comprende il motivo, non ricorda cosa gli sia successo fino a quando piccoli scorci di immagini non gli tornano in mente e rivede la moglie, abbracciata al figlio con le lacrime che le bagnano il viso e i gemiti che le scuotono il corpo. E qui capisce: sta volando verso l'Abisso. E' un racconto, quello di Alessandro Stringa, che sa andare subito al punto, sa cogliere gli aspetti essenziali della vita, sa dare un nome alla sofferenza e alla pace che solo alla fine di tutto avvolge il corpo di ognuno di noi.

La raccolta si chiude con un racconto dolce e profondo, quello fuori concorso di Sonia Barelli, autrice in grado di portare il lettore in un mondo meraviglioso popolato da draghi e Re magnanimi che devono solo trovare il loro posto nel mondo. Quella de Il custode del drago è una storia perfetta da raccontare ai più piccoli, una di quelle con le quali si può sognare, si può vivere ai limiti della realtà e tornare, almeno per qualche minuto, di nuovo bambini. 

Se volete vivere emozioni forti ed intense seguitemi e calatevi nell'Abisso.