mercoledì 17 ottobre 2012

Recensione: Fai bei sogni di Gramellini Massimo




Prezzo: € 14,90
E-book: € 9,99
Pagine: 115
Editore: Longanesi
Genere: Romanzo Autobiografico

Massimo perde la mamma  la notte prima di Capodanno in circostanze non molto chiare per cui riceve spiegazioni spicciole e vaghe .
Ha solamente 9 anni e questo evento lo segnerà per sempre.
Vedremo Massimo crescere  sfuggendo a ogni tipo di emozione o sentimento sino a quando tutto quello che pensava di sapere verrà spazzato via da una piccola e insignificante busta marrone.

Il libro non è altro che il racconto della vita dello scrittore. In alcuni punti durante la lettura troviamo situazioni un po' banali o corrispondenti a comuni clichè ma bisogna ammettere che proprio questo aiuta a rendendere il romanzo credibile e reale.
L' autore si concentrerà quasi esclusivamente sul proprio dolore e sulla propria vita mentre gli altri protagonisti presenti saranno descritti fuggevolmente con ruoli alquanto secondari. All'autore sembra non interessi farli conoscere a chi legge il romanzo, li userà solo come contorno alla storia per dare un po' di spessore alla narrazione.
La storia è ambientata principalmente a Torino, brevemente a Milano per passare per Roma e quindi ritornare al punto di partenza Torino come un cerchio che si chiude.
Le città fanno solamente da sfondo al romanzo senza essere minimanente descritte, non sappiamo nulla dello stile di vita che il protagonista vi conduce o della società che frequenta e questo rende la storia un po' troppo egocentrica.
Gramellini si mette in gioco, si espone con il racconto in prima persona e mette a nudo le sue ansie e paure senza timore di correre il rischio di sembrare melodrammatico.
Non è facile immedesimarsi con lui, visto che è un racconto autobiografico, ma si provano una gamma di sentimenti e sensazioni molto forti sapendo che è una storia vera, una sofferenza provata.
Il romanzo scorre abbastanza veloce, ma la lettura a tratti non è facile perché il senso di tristezza e autocommiserazione spesso sono troppo tangibili. I dialoghi sono ben distribuiti e  servono a far luce su determinati eventi ma anche a dare vivacità a punti altrimenti po' piatti.
Lo stile è semplice e abbastanza curato, per il genere di argomenti trattati lo consiglio a chi è pronto a mettere in gioco emozioni e sentimenti un po' dolorosi.



valutazione 5

2 commenti: