giovedì 24 gennaio 2013

Recensione: Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh



Prezzo: € 18,60
Ebook : € 13,99
Pagine: 359
Editore : Garzanti - Collana Narratori Moderni
Genere: Romanzo



Victoria non ha avuto una vita facile è stata abbandonata appena nata, ha vissuto presso molte  famiglie affidatarie con esiti disastrosi sino ad un breve periodo in cui è vissuta con Elizabeth che le ha insegnato il significato dei fiori e a rispettare i tempi della natura ed è riuscita a farle conoscere l'affetto.
Dopo quell'esperienza è stata presso degli istituti ed ora che ha compiuto 18 anni la grande macchina dell'assistenza all'infanzia è pronta a darla in pasto alla società nella speranza che si arrangi e sopravviva.
La sua passione per i fiori sarà un'ancora di salvezza e le permetterà di crearsi un piccolo spazio di vita quasi normale ed accettabile. Quando incontrerà Grant vecchi ricordi e ferite mai guarite torneranno a tormentare e scombussolare la sua giovane esistenza.

La città che fa da sfondo a questa storia tormentata è San Francisco con i suoi parchi, le sue vie e strade, in particolare il parco pubblico di Portero Hill dove  Victoria creerà un piccolo giardino personale.
La giovane donna al solo pensiero di essere toccata prova terrore ed è assolutamente impreparata a relazionarsi col prossimo. Potremmo definirla una outsider dei sentimenti e l'unico modo che conosce per esprimersi sono i fiori. Il suo personaggio è grigio, avvolto in tristezza e solitudine, le accadranno cose belle e cose brutte ma non leggeremo mai di un suo momento veramente felice. 
Avrà al suo fianco per un breve periodo Elizabeth sapremo ben poco della sua vita e delle sue emozioni, tranne che sarà l'unica persona a darle affetto ma anche lei la deluderà.
Altro personaggio chiave, anche se secondario, è Grant , lui riuscirà a far uscire dal guscio Victoria ma sarà un'impresa difficile ed ardua e lui stesso è un solitario ed introverso.
Spiace non sapere di più dei protagonisti e sembrano vivere sospesi nel tempo, mancano fondamenti per dare credibilità alla storia anche se non si può dire che non sia verosimile.
Il libro è scritto bene e l'idea di "rispolverare" il linguaggio dei fiori è geniale : il vero punto di forza. 
Purtroppo la trama a tratti sembra perdersi , avvenimenti importanti passano in secondo piano senza essere approfonditi ma solo descritti di sfuggita.  
La storia è essenzialmente cupa e nemmeno i momenti che dovrebbero essere gioiosi riescono ad allentare il tormento di sottofondo.
Ci sono temi di valenza sociale come l'affidamento, le paure personali come l' afefobia ( paura di essere toccati ) e l'intorpidimento sentimentale che al giorno attuale sembra dilagare ma nemmeno uno di questi è veramente approfondito.
So che il libro ha avuto un gran successo e sinceramente mi aspettavo di più, non lo posso definire indimenticabile. Posso pensare che una buona campagna pubblicitaria è stata la fortuna dell'autrice portandola all'attenzione di un pubblico molto vasto sperando che in futuro i suoi scritti siano più profondi.




valutazione 5






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