martedì 8 ottobre 2013

Recensione : Vernice fresca di Antonio Grassi



Prezzo: € 17,00
Pagine: 489
Editore: Libreria Dornetti
Genere: Romanzo giallo




Nella tranquillità della pianura padana si trova la ditta LgB ( Life is good Bioresearch) dei fratelli Zanica.
Per loro, da molto tempo, lavora Duilio Cattaneo, alle prese con fuga di notizie allarmanti su un pericoloso incidente di laboratorio mentre si testava un virus altamente patogeno.
Cercando di contenere possibili danni all'azienda Duilio scaverà all'interno della stessa LgB e ciò che scoprirà lo metterà in pericolo facendogli dubitare di tutto e tutti.
Tornerà a galla il suo passato politico e anche certi scheletri nell'armadio che non vorrebbe si sapessero...


L'ambientazione in una città non ben definita del nord italia, le nebbie, la vita monotona e piatta rendono il racconto estremamente verosimile e reale.
Il protagonista Duilio è un sessantenne che vedeva già la sua vita da tranquillo pensionato all'orizzonte da condividere con la sua compagna in una routine collaudata. La fuga di notizie presso la Lgb sconvolgerà il suo "mondo" costringendolo a mettersi in gioco. 
Lo farà in modo diplomatico e cauto, è abituato a muoversi nel mondo della politica e degli interessi finanziari sapendo che è meglio non dare troppo nell'occhio.
I  personaggi  che gli gravitano attorno riveleranno tutti una doppia faccia e questo sarà uno dei motivi per cui l'ex sessantottino in lui tornerà a farsi sentire facendolo impegnare in questa ricerca.
La lettura non è delle più agevoli anche perchè il romanzo è pieno di riferimenti a organizzazioni politiche, multinazionali, multinazionali farmaceutiche ed altro ancora difficili da tenere a mente.
La miriade di personaggi è legata da un sottile filo di collegamento che si svelerà solo verso la fine del libro dopo un dedalo di avvenimenti.
Non aspettatevi scene di azione o suspance ma un lento e logorante gioco di "io so che tu sai che io so".
Il lettore arriverà alla fine del libro con un retrogusto amaro.
L'argomento trattato è spinoso e ammetto che l'autore l'ha trattato in modo ironico ed insolito, purtroppo da lettrice devo ammettere che la mole di informazioni e i riferimenti storici-politici possono distogliere l'attenzione facendo perdere a volte il senso del romanzo.








valutazione 5






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