mercoledì 16 aprile 2014

Recensione: Il peso delle ali di Celeste Belcari


Prezzo: € 15,00
E-book: € 4,99
Pagine: 145
Editore: Giovane Holden Edizioni
Genere: Romanzo Autobiografico

Sara non ha avuto una vita facile, ha conosciuto troppo presto il dolore che si prova quando si perde qualcuno e troppo presto ha imparato a dover lottare per la sua vita... Già la sua vita, che lei stessa alla fine ha reso difficile, ma per la quale alla fine ha deciso che vale la pena combattere!

Il peso delle ali è l'opera prima di una ragazza di 20 anni che ha deciso di lottare contro se stessa e soprattutto contro quella che chiama la Bestia mettendo tutto nero su bianco, ma soprattutto mettendosi a nudo e lasciare così che tutti, attraverso il suo libro, vedano il suo Io.
La Bestia altro non è che l'anoressia, una malattia infima, che sta sempre nascosta pronta per risucchiare nel suo vortice le sue vittime, le divora e le scarnifica, ma soprattutto toglie loro ogni piacere.
I veri protagonisti di questo libro sono Sara e Sara, si perchè vi sono due ragazze che convivono nella protagonista: una è la Sara che vuole combattere, che desidera solo ricominciare e ricostruirsi un futuro e l'altra è la Sara assoggettata alla malattia, che si lascia sedurre e ammaliare e pur non cedendo lascia che la Bestia la sfiori...
Sara è una ragazzina che troppo presto ha visto in faccia il dolore, prima ha perso i suoi due cuginetti, due vite spezzate prematuramente e poi ha scoperto che qualcosa in lei la stava uccidendo, ma quando ha iniziato a lottarci si è imbattuta nell'anoressia e tutto a quel punto ha iniziato ad avere un sapore amaro!
Intorno alla protagonista ruotano vari personaggi, ognuno di loro ha lasciato qualcosa in Sara... Chi più chi meno ha un ruolo fondamentale nella vita della protagonista, ognuno di loro le ha donato qualcosa, l'ha aiutata o semplicemente le ha permesso anche per poco di scappare da quella prigione in cui la malattia la vuole tenere chiusa.
I vari personaggi non sono ben caratterizzati, sono disegni sfumati, ombre di passaggio e questo perchè alla fine questo libro non racconta una storia d'amore o un'avventura, questo libro è il diario di una guerra senza fine contro una malattia che spesso viene sottovalutata e che difficilmente abbandona le sue vittime...
Il racconto è frenetico, a volte disordinato anzi disturbato proprio come la vita di chi cade nella trappola della Bestia: è un vero e proprio viaggio nella vita di Sara, in cui il lettore si ritrova a camminare per mano con lei e con la Bestia...
Chi legge ha l'impressione di esser finito in un tunnel senza luce, dove si deve continuare a camminare cercando di non guardarsi troppo indietro per non rischiare di perdersi. L'autrice conduce con maestria il lettore fuori dal tunnel, donando ogni tanto un pò di luce, la speranza che ci sia un lieto fine, per poi ripiombare nel buio e ritrovarsi ancora una volta a pensare "ancora? ma perchè?".
E non c'è mai risposta alle domande che ci si pone andando avanti nella lettura...
Tutte le emozioni provate da Sara sono palpabili: pagina dopo pagina il dolore, la rabbia, la delusione, l'amore e la tenacia diventano tangibili, come se sfogliando il libro si stesse in realtà accarezzando l'anima della protagonista.
La Belcari non lascia nulla al caso e soprattutto non lascia nulla di incompiuto, non vi sono domande in sospeso e andando avanti nella lettura ci si inoltra sempre di più nell'anima della protagonista, la si impara a conoscere e si ha l'impressione di esser seduti accanto a lei, di assistere di persona a ciò che viene raccontato.
L'autrice, come ho già detto, si è messa totalmente a nudo, ha raccontato di sé e delle persone che ha amato e ama e ha capito che per vincere la sua battaglia doveva rivivere tutto imprigionando ogni attimo tra le pagine di un libro.

Pur essendo un'opera prima Il peso delle ali è scritto con maestria: il linguaggio usato è semplice e familiare e rende la lettura veloce e per nulla pesante. Devo ammettere che ho comunque impiegato alcuni giorni a leggerlo, perchè gli argomenti trattati non sono facili da "digerire", ci sono istanti in cui chi legge ha voglia di mollare tutto, ma poi la curiosità su cosa accadrà a Sara è troppa e si finisce per riprendere in mano il libro e ci si rituffa di nuovo in quella vita che a tratti appare irreale, ma che purtroppo nulla ha di fantasioso.
Un libro questo che toglie molto al lettore, ma gli dona anche tanto, una lettura attraverso la quale è possibile sentire il rumore di una vita che si spezza e va in frantumi per poi rinascere da quelle macerie.
Non è una lettura semplice e soprattutto non è una lettura per tutti, ma di sicuro è una storia che vale davvero la pena di leggere!




valutazione 5

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