lunedì 2 marzo 2015

Recensione: Istruzioni per l'odio di Simone Montella

Prezzo: € 15,00
E-book: Non disponibile
Pagine: 180
Editore: Edizioni il Foglio Letterario

Raccontare i piccoli orrori della quotidianità, il loro rifiuto, la loro finale accettazione.
Un libro psico-politico in cui un ragazzo cerca di fare a se stesso quello che Berlusconi ha fatto al paese.
Un libro di sinistra, ma così di sinistra che può piacere soprattutto a quelli di destra.
Succede che Silvio lo perseguita, e un precario qualunque passa dalla laurea con lode alla disoccupazione.
Che fare?
Si tratta della domanda cui i poveracci di tutto il mondo cercano da secoli una risposta.

Questo libro gira per casa da un bel po' e non mi decidevo a leggerlo.
Forse la definizione "libro psico-politico" mi forviava, mi faceva pensare ad uno studio della politica con tanto di tesi pro o contro etc. etc.
Poi mi son decisa e l'ho letto di getto.
Il protagonista è decisamente un antieroe vittima delle aspettative troppo alte e dalla depressione post-laurea.
La storia è ambientata all'epoca del governo Berlusconi e come ben si sa quando qualcosa non andava la colpa di chi era? Di Berlusconi, ovvio!
E proprio il protagonista entra in un vortice senza fine dove segue passo passo la carriera politica del capo del governo covando rancore e rabbia.
La sua vita lavorativa funziona a singhiozzo come la sua salute mentale che lo porta a seguire un percorso presso l'Asl con risultati a dir poco nulli ed insoddisfacenti.
Il malessere che prova è reale e tangibile, la fissazione con Berlusconi, il voler fare la differenza con gesti plateali per poi vegetare in divano senza la forza di reagire rispecchiano appieno la generazione attuale di precari e disoccupati.
Non riesco a provare simpatia o comprensione per il protagonista ma non si può far a meno di chiedersi quando migliorerà la situazione? Quando ci si potrà permettere di avere un po' di fiducia in un lavoro migliore magari adatto agli studi fatti senza dover scendere a continui compromessi?
Il libro scorre veloce, il linguaggio è semplice, attuale ed a tratti scurrile ma ci sta, è adatto allo scopo.
Una lettura adatta per chi vuol riflettere e ricordarsi che le cose non vanno bene, che il futuro è incerto e l'ottimismo ormai ci ha lasciati da un pezzo.

M i è piaciuto? Si e no. 
Sì perchè è un'istantanea veritiera e crudele dell'attuale situazione lavorativa dei giovani italiani.
No perchè mi ha ricordato quanto detesto chi si lascia andare al vittimismo e aspetta sempre qualcosa di meglio senza far nulla , la frase "non trovo un lavoro adatto a me" diventa un paravento dove molti si nascondono.



valutazione 5

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