lunedì 20 aprile 2015

Dimenticati sullo Scaffale [Recensione]: La perfezione del male di David Morrel

Prezzo: € 14,90
E-book : € 9,99
Pagine: 384
Editore: Editrice Nord
Genere: Thriller




Londra, 1811. 

Nel giro di pochi giorni, due famiglie vengono massacrate nelle loro case. 
La popolazione è impaurita e chiede a gran voce alla polizia di chiudere il caso. 
Sebbene le prove siano poche e indiziarie, viene arrestato un certo John Williams, che s'impicca in prigione prima del processo. Nessuno saprà mai se fosse davvero lui il colpevole...
Londra, 1854.
Qualcuno ha sterminato un'intera famiglia, replicando fin nei minimi dettagli gli omicidi di quarantatré anni prima e Thomas De Quincey diventa subito il principale indiziato a causa dello scandaloso pamphlet "L'assassino come una delle belle arti", in cui lo scrittore aveva avuto l'ardire di lodare la perizia omicida di John Williams.
Proprio quel libro provocatorio, che all'epoca lo aveva reso una celebrità, rischia adesso di costargli molto caro.  Aiutato dalla figlia e da un giovane investigatore di Scotland Yard, De Quincey ha un'unica possibilità per dimostrare di essere innocente: scoprire chi è il vero assassino. Un assassino colto e raffinato che ha consacrato la sua vita all'arte del delitto, un assassino sfuggente come la nebbia notturna che striscia lungo le strade di Londra.


In una Londra vittoriana e cupa si compiono efferati delitti emulando quelli del passato. 
Tra viuzze nebbiose e puzzolenti troveremo una miriade di persone provate dalla vita, soprattutto barboni e prostitute che sopravvivono come possono.
In questo lato oscuro e quasi dimenticato della città si muove il protagonista De Quincey.
Ha avuto il suo momento di gloria e notorietà grazie ad un trattato in cui ammirava le gesta dell'assassino del 1811, amato e poi odiato subisce l'ostracismo dai salotti letterari e si ritirerà presto in campagna avendo vita difficile,segnata da una salute cagionevole e da una forte dipendenza nei confronti del Laudano motivo per cui verrà soprannominato "L'oppiomane".
Il suo ritorno nella capitale desterà sospetti proprio per l'inizio di una serie di nuovi delitti compiuti con le stesse modalità da lui descritte anni prima. 
Da un uomo così cagionevole e dimesso ci aspetteremmo una facile resa invece saprà usare un invidiabile acume ed una lucidità sempre presente nonostante l'uso della droga.
Solo la figlia e due agenti di Scotland Yard crederanno alla sua innocenza e correranno grossi pericoli.
La figlia è un personaggio secondario ma non meno importante per dar spessore al racconto, grazie alla sua forza d'animo e alla sua insofferenza verso le convenzioni sociali si rivelerà una donna forte e intelligente.
I due agenti sapranno vedere oltre le prove preconfezionate, e rischieranno carriera e vita pur di trovare il vero colpevole. Si scontreranno, all'interno della polizia, con una realtà difficile, mentalità ottuse e sospetto per tanta dedizione a trovare prove, testimoni e colpevoli.
L'autore riesce a definire bene i caratteri dei personaggi e il suo stile di scrittura riesce a catturare il lettore. Un'ottima idea anche l'inserire le pagine del diario della figlia di De Quincey dove esprime i suoi pensieri e le sue emozioni.
Si nota una ricerca accurata sia per il periodo che per il protagonista, è interessante scoprire che Thomas De Quincey è veramente esistito e che all'epoca era malvisto proprio per i suoi scritti. L'autore ha decisamente romanzato la sua biografia ma ha saputo dosare bene i documenti in suo possesso con ipotetici coprotagonisti, ha ambientato con successo un thriller d'effetto riportandoci a metà dell'Ottocento.
Unica nota dolente purtroppo è il finale, che non vi rivelerò.
A mio parere la storia sembra concludersi un po' troppo in fretta , la carambola di eventi subisce una battuta d'arresto improvvisa lasciando un po' delusi.




valutazione 5



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