Recensione : Le stanze dello Scirocco di Cristina Cassar Scalia


Prezzo: € 19,90
E-book: € 9,99
Pagine: 456
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa

È il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare in Sicilia con la famiglia, dopo una lunga assenza. Vittoria, la figlia più giovane non ha potuto che assecondare il suo desiderio e trasferirsi in quella terra sconosciuta che da sempre lui le ha insegnato ad amare. A Montuoro, per Vicki, cresciuta a Roma e appassionata di fotografia e di auto da corsa, l'impatto con una società conservatrice, ai suoi occhi maschilista, formale e schiava dei pregiudizi, è destabilizzante. In mezzo a tante conoscenze, saranno poche vere amicizie ad aiutarla a inserirsi nella realtà del paese. Quello di Diego Ranieri è un nome ricorrente negli ambienti a lei più vicini, un volto conosciuto che all'improvviso entra con prepotenza nella sua vita. Ombroso e sfuggente, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Diego porta i segni di un passato doloroso da cui stenta ad affrancarsi, e con cui lei dovrà fare presto i conti. Divisa tra sentimento e orgoglio, Vicki trova nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena occupazione, un rifugio in cui sentirsi meno estranea. Armata di macchina fotografica, inizia a scoprire la città, a conoscerne la bellezza enigmatica e i lati oscuri, fino a rimanerne stregata. E proprio per le strade di Palermo la sua storia s'intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta, la cui apparenza mai lascerebbe intuire cosa nasconde il suo passato. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato. Sullo sfondo di palazzi nobiliari e aspri paesaggi di campagna, le vicende di due famiglie colte in un importante momento storico ci conducono attraverso una Sicilia indolente e sensuale, al cui fascino è impossibile sottrarsi.

Nell'Italia degli anni '60 la differenza tra la mentalità della penisola e dell'isola è enorme. Grandi sconvolgimenti culturali scuotono il mondo soprattutto universitario e per chi li ha vissuti in prima persona è impensabile che in certi ambienti sia stato vissuto solo di "striscio".
La protagonista è Vittoria/Vicki, una ragazza indipendente e sveglia, con la fortuna di avere un padre di ampie visioni, che si ritroverà catapultata in un mondo a suo avviso antico e ottuso, le andrà stretto e faticherà non poco a frenare la sua impulsività.
Troverà conforto nella fotografia e nel frequentare l'università, unico posto dove si sente un piccolo fremito di rinnovamento e di ribellione.
Il co-protagonista sarà Diego, affascinante quanto maschilista.
Sarà attratto da lei irresistibilmente ma dovrà superare non pochi pregiudizi e convenzioni sociali per avvicinarsi a lei senza essere divorato dalla gelosia per la sua indipendenza e per la sua voglia di conoscenza.
Il padre di Vicki copre un ruolo importante, notaio stimato e rispettato sente la mancanza della sua amata Sicilia ma sarà di ampie vedute tanto da permettere a sua figlia di crescere libera e determinata.
Nonostante sia consapevole che un trasferimento potrebbe essere difficoltoso per tutta la famiglia non può non provare una nostalgia tale da decidere di ritornare nella villa di famiglia a godersi la vecchiaia.
<<La Sicilia è mavàra.Quando uno se ne va, lei gli fa la fattura; che se non torna muore di nostalgia>>.
Un personaggio all'apparenza minore è la zia Rosetta, ad uno sguardo poco attento il suo essere dimessa e succube del fratello parroco la farebbero sembrare solo la tipica perpetua stagionata, ma in lei Vicky vede molto di più e non si sbaglia affatto!
Una serie di personaggi ,a volte pittoreschi ed altre volte un po' stereotipati, fa da cornice alla storia contribuendo a creare un perfetto scenario dell'epoca.
L'autrice riesce a dar vita a personaggi ben caratterizzati e verosimili tanto che il lettore non fatica ad immaginare le scene descritte.
Nel romanzo è apprezzabile il tema delle condizioni sanitarie e di assistenza che penalizzavano le persone bisognose di cure particolari relegandole spesso in strutture/limbo per mantenere inalterato il buon nome delle famiglie dove tutto all'apparenza doveva sembrare perfetto.
Prima di leggere questo libro sinceramente non sapevo dell'esistenza delle stanze dello scirocco e mi sono talmente incuriosita da ricercarle in rete trovando delle immagini a dir poco affascinanti, piccoli capolavori di scavo ed intaglio per ricavare sotto le abitazioni stanze confortevoli in cui sfuggire appunto alla calura dello Scirocco.
La lettura scorre veloce, è piacevole, le frasi o parole in siciliano lo caratterizzano di più non disturbando affatto il lettore.
I dialoghi sono ben dosati e aiutano a conoscere meglio i vari personaggi.


valutazione 5



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