Recensione: All'inferno non c'è glamour di Lucy Sykes - Jo Piazza


Prezzo: € 18,50
E-book: € 9,99
Pagine: 400
Editore: Piemme
Genere: Romanzo

Imogen Tate, stiletto vertiginoso e un alone di fascino che la avvolge come un tailleur di Chanel, può dire di avercela fatta: pupilla di Anna Wintour, è riuscita a posare la sua borsa Hermès sull’ambita scrivania di direttrice di Glossy, scintillante magazine che le mani laccate di tutta New York sfogliano avidamente ogni settimana. Insomma, il mondo della moda la adora e non può fare a meno di lei. Almeno finché Im non va via per un anno sabbatico. Al ritorno, infatti, sulla sua scrivania trova un altro paio di tacchi a spillo: quelli di Eve Morton, la sua ex assistente. Che adesso, dopo un master nella Silicon Valley, è tornata nella redazione di Glossy a prendere il posto di comandante in capo, con in mano un’arma letale. La tecnologia. Eve è multicanale, “multisociale”, twitta, whatsappa, posta su Instagram e Facebook…
Come se non bastasse, ha licenziato metà dello staff e assunto ragazzine magrissime che vanno avanti a tofu e quinoa e lavorano inarrestabilmente.
Ma può un tweet sostituire la carta patinata? La classe non passa per Internet o, perlomeno, non solo: e quando una serie di catastrofi minaccia di mandare all’aria Glossy per sempre, Imogen e Eve dovranno unire le forze…

In una modernissima, e social-dipendente, New York assistiamo alla trasformazione della rivista patinata di Imogen in uno strumento virtuale ed "in tempo reale" creato dall'esaltata Eve.
La protagonista Imogen si trova spiazzata dalla velocità dello scambio di informazioni e dalla mancanza di esperienza nel campo della moda delle nuove assunte. Felice di essere tornata al lavoro ben presto si sentirà frastornata dai grossi cambiamenti effettuati e capisce che Eve la vuol mettere in difficoltà considerandola "obsoleta".
Imogen si rimbocca le maniche e chiede aiuto alla figlia per imparare tutto su tweet e post, lei potrebbe benissimo ricalcare lo stereotipo della vendicativa e imperiosa direttrice ma usa le arti diplomatiche e un infallibile savoir-faire.

Eve invece usa le sue conoscenze informatiche e mediatiche incessantemente senza fermarsi di fronte a nulla, sfruttando e spremendo le stagiste come dei limoni.
E' sboccata, eccessiva, appariscente ed ignora le basi della moda.
Riesce ad essere così antipatica e artificiosa da aver voglia di presentarla alla Wintour in una giornata no.
Una miriade di personaggi ruota attorno alle due protagoniste caratterizzando e rendendo verosimile tutto il racconto.
Le autrici riescono a ribaltare certi preconcetti e a ridicolizzare l'eccessivo uso dei social a discapito delle notizie e della loro veridicità.
La trama non è originalissima, anche per l'evidente allusione al famoso Il diavolo veste Prada, ma il libro è ben scritto e quando ci si aspetterebbe un colpo da maestro dalla protagonista si notano la sua maturità ed il saper aspettare il momento giusto.
Lo consiglio a chi ama la moda, a chi adora sfogliare una rivista patinata più e più volte anche in assenza di "rete" perchè la tecnologia è bella ma non può soppiantare interamente il profumo di una rivista appena stampata!
Non sono i libri per cui impazzisco ma mi è piaciuto.


valutazione 5






Commenti

  1. Non conoscevo questo libro..però la tua recensione mi sta convincendo a dargli una chance...sembra leggero,adatto a questo periodo!

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  2. Non è il mio genere :) la moda e quel mondo sono lontani da me :) appena ho iniziato a leggere la recensione ho pensato al Diavolo veste Prada ;) comunque mi sembra una lettura leggera e piacevole ma non so se fa per me:)

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  3. Non conoscevo questo libro..però la tua recensione mi sta convincendo a dargli una chance...sembra leggero,adatto a questo periodo!

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  4. Sembra un libro carino, da lettura soft.. Ma non mi ispira granché!

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  5. Già in wishlist, e settimana prossima conto di comprarlo con l'acquisto che devo fare su Libraccio! :P

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