domenica 25 ottobre 2015

Recensione: Deathdate di Lance Rubin

Morirò nei prossimi cento minuti. Non voglio morire. Voglio altro tempo per ridere con Paolo nel bosco. Per baciare Veronica, e sapere che lo vuole quanto me. Per stare seduto in camera mi a non fare niente. Per farmi innervosire da mio padre e dalla sua tenera incapacità di esprimersi. Per sentirmi soffocato dalla mia matrigna. Per chiarirmi meglio con Taryn. Per capire cosa pensa davvero Felix di me.


Prezzo: € 14,90
Pagine: 335
Genere: Distopico
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 22 Settembre 2015

Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma - escluso il pessimo tempismo - nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo... e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore - la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento - ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l'uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D'un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d'uscita.

Vi siete mai soffermati qualche minuto in più a leggere i ringraziamenti ad inizio libro? Io lo faccio sempre, è una sorta di rito, come se all'interno di quelle brevissime righe ci fosse nascosto un messaggio, più o meno profondo. Quando ho letto quelli scritti da Lance Rubin mi è subito balenata in testa l'idea che si sarebbe trattato di un libro ironico, divertente e con qualche sfumatura seria, intensa che mettesse in luce una realtà opprimente e falsaria, e sono stata felicissima di constatare che, effettivamente, tutto questo è contenuto in DeathDate, con qualche surplus decisamente intrigante.
E se fin dalla nascita tutti noi sapessimo con esattezza il giorno della nostra morte? Come cambierebbe il nostro modo di concepire la vita? Questo è il mondo in cui vive Denton Little, il protagonista di Deathdate, un diciassettenne che si sta preparando a morire e a lasciare la sua famiglia, i suoi amici e i suoi amori e che, nonostante il suo stato d'animo, non può non rispettare le tradizioni: ha un Funerale da organizzare e a cui presidiare, il suo ovviamente, ed una Seduta a cui non può mancare in attesa che la morta sopraggiunga. Tutto dovrebbe procedere secondo i piani, ma l'arrivo di un uomo strano e misterioso sarà in grado di sconvolgere tutto e tutti, Denton e la sua famiglia in modo particolare: Brian Blum, è questo il nome dell'uomo, asserisce infatti di aver conosciuto la madre biologica del ragazzo e di essere in grado di svelargli e regalargli segreti e ricordi del suo passato, ma a questa notizia il padre dell'adolescente, Lyle, ha una reazione inaspettata e Denton capisce subito che qualcosa che non va e sarà sempre più determinato a scoprire la verità, soprattutto quando suo padre si chiuderà in un mutismo esasperante. Come se non bastasse poi qualcosa sta accadendo al corpo del ragazzo: delle macchie violacea - bluastre lo stanno letteralmente invadendo, e quando passeranno a colorarsi di rosso intenso e a trasmettersi ai suoi amici, Denton sarà sommerso dalla preoccupazione e da una paura cieca, cosa gli sta accadendo? Tutto quello che sta accadendo sono semplici coincidenze o qualcuno ha voluto che il tutto procedesse in questo modo? Ed il Governo che ruolo ha? Denton non può fidarsi di niente e di nessuno e cominciano così le sue peripezie alla scoperta della verità.

Mentre mi sbottono la camicia e mi preparo a fare la doccia, rimugino su un pensiero che mi accompagna da tempo: come morirò?
E' una domanda che mi ha tolto molte notti di sonno, che ha occupato molti sogni a occhi aperti.
[...]
Perché domani, ad un'ora imprecisata, smetter di esistere: e ci terrei tanto a sapere come. Un incidente d'auto? Cadrò battendo la testa? Mi pungerà un'ape e si scoprirà che sono allergico? Verrò infettato da qualche virus, tipo l'Ebola? Qualcosa di misterioso nel cervello come Ashley Miller? 
Oppure un classico caso di omicidio?

La storia si rivela essere fin dall'inizio molto originale sia per quel che riguarda la trama ed il modo in cui si svolge sia per quel che riguarda i suoi protagonisti, nessuno escluso, che sono in grado di colorare il tutto magnificamente e rendere il libro ironico e divertente, ma al contempo profondo, stimolante, e quindi in grado di dare vita a quesiti i ragionamenti per nulla scontati ed emozionante. 
Il punto di vista adottato è sempre quello del diciassettenne e questo particolare ci consente sicuramente di conoscere più a fondo i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le ragioni per cui assume un certo comportamento, i suoi ricordi, le sue preoccupazioni e suoi desideri, ed è attraverso i suoi occhi che impariamo a conoscere Paolo, il suo migliore amico, pronto a farlo sorridere in qualunque situazione e a sostenerlo senza remore; Lyle e Raquel, il padre e la matrigna, molto diversi l'uno dall'altro, ma in grado di sorprendere ripetutamente per l'immenso amore che provano per il figlio; Felix, il fratello di Denton, che si scoprirà essere molto più vero e attaccato al fratello minore rispetto a quello che si possa pensare; Veronica e Cynthia, rispettivamente la sorella e la madre di Paolo, le quali avranno un ruolo molto importante nella storia, seppur da diversi punti di vista; ed infine, Taryn, la ragazza di Denton, una persona molto fragile, ma risoluta. La cosa che mi ha colpita di più in tutto questo è che ognuno dei personaggi che vi ho nominato avrà un ruolo fondamentale nella storia, nessuno può essere definito secondario perché a tutti gli effetti nessuno lo è, tutti sono estremamente essenziali.
Caratteristica principale di tutto il libro è l'Ironia, facilmente individuabile nei frequenti dialoghi, nei pensieri e nei comportamenti dei personaggi, che rende il tutto divertente e a tratti assurdo, ma mai banale o scontato, né tanto meno irreale; l'Amicizia poi è sempre presente, soprattutto quel legame forte ed indistruttibile che lega Denton e Paolo, amici nonostante tutto e contro tutti; l'Amore poi non può mancare, ma passa in secondo piano rispetto all'amicizia, e non perché sia considerata meno importante, ma semplicemente perché quello che lega i due amici e i due fratelli è molto più forte e le circostanze porteranno il ragazzo ad avere pensieri ben diversi per la testa; anche l'Affetto Familiare risulta essere un argomento di una portata molto rilevante e sarà in grado di dare vita a scene molto commoventi, davanti alle quali un bel sorriso e qualche piccola lacrima invaderanno il vostro viso; in ultimo, il Mistero, il coraggio e gli intrighi saranno il collante di tutto quanto detto finora e saranno in grado di dare alla storia quella marcia in più che renderà il libro unico, anche se, lo ammetto, questi elementi vengono alla luce chiaramente solo negli ultimi capitoli, ma bisogna anche dire che l'autore è stato in grado di disseminare, magistralmente, piccoli indizi durante la lettura che solo un lettore attento è capace di cogliere.
Il finale spiazza completamente il lettore che rimarrà a bocca aperta per la sorpresa ed apre un portone immenso su quello che potrebbe essere il seguito della storia narrata.
Lo stile, infine, risulta molto scorrevole e molto semplice, grazie anche ai numerosi dialoghi inseriti all'interno della storia, e questo contribuisce sicuramente a rendere la lettura molto veloce, tanto che sono riuscita a terminare il libro in poco più di un giorno.
Lance Rubin pone le fondamenta per una Trilogia ricca di mistero e sentimenti e lo fa senza lasciare scampo al lettore, che si ritroverà a macinare pagine e pagine in pochissimo tempo, sempre più desideroso di scoprire altro su questo strano mondo.

valutazione 5

8 commenti:

  1. Questo si che deve essere mio u.u

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  2. Bellissima recensione Valentina! Questa settimana ho speso troppi soldi in libri!! Avrei voluto acquistare anche questa meraviglia, ma mi sono dovuta trattenere perché l'avevo già comprato tempo fa in lingua inglese nella versione digitale! Però è bellissima la copertina dell'edizione italiana e averlo in cartaceo tra le mani, è tutta un'altra cosa!

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  3. Oddio, è stupendo *-* deve essere mio al più presto!

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  4. Lo leggerò anch'io e sono convinta che sarà una lettura piacevole :)

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  5. Bellissima recensione...l'ho nel mio Kindle ma non l'ho ancora letto!!!

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  6. La recensione è davvero bella :)

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  7. Ciao!
    Io ho recentemente finito Deathdate e l’ho trovato parecchio gne. Una storia originale, ma inverosimile, perché è impossibile prevedere il destino di una persona analizzandole semplicemente il sangue, suvvia, condita da dei triangoli amorosi fastidiosissimi a mio parere. L’unica cosa che salvo è l’umorismo di Denton che dà senso all’intero libro, senza dubbio. Diciamo che come esordio non è folgorante, ma è abbastanza gradevole.
    Poi solo a me pare che nelle ultime 100 pagine il nostro Lance si sia messo a scrivere di fretta, di frettissima?
    Trovi il mio parere “esteso” qui se vuoi dargli un’occhiata :3.
    Rainy

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