Recensione: Codice Scorsese di Sergio Fanucci

"Questa è la tua ultima indagine da solo."
Detto questo, Hoffman abbassò lo sguardo verso la sua scrivania e a Peter non rimase che uscire dall'ufficio; era cosciente che doveva affrontare ben più di un caso di omicidio e un avvocato in gamba. Doveva fare i conti con il passato e con l'incubo che da più di sei mesi tormentava le proprie notti solitarie.


Prezzo: € 19,00
Pagine: 480
Genere: Thriller
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 8 Ottobre 2015

È una notte qualsiasi quando Sharon Corvino viene trovata uccisa nella sua casa di New York. Nessun segno di effrazione, molteplici ferite al corpo e suo marito, Jeff McKinley, con l'arma del delitto tra le mani. È una notte qualsiasi, ma questo non è un omicidio qualsiasi. No, perché la donna assassinata è la figlia dell'intoccabile John Corvino, un ex boss della mafia ora magnate della finanza, che un affronto del genere non lo può accettare. A difendere il presunto colpevole è Elisabeth Scorsese, avvocato di grido che già qualche anno prima ha dato filo da torcere alla polizia newyorkese. Le forze dell'ordine si buttano sul caso, guidate dal detective della Omicidi Peter Makarov, ma la pressione dei media cresce vorticosa e l'avvocato Scorsese riceve oscure minacce: che sia o meno colpevole, il suo cliente non dovrà essere scagionato. E mentre Makarov indaga sui Corvino e su McKinley, mentre i servizi segreti ricostruiscono le trame di una rete di criminalità che si snoda tra la Russia e il Sudamerica, dove oltre 400 persone hanno perso la vita in quello che sempre meno appare un incidente, la situazione precipita e il sangue comincia a scorrere.

Tendenzialmente mi avvicino e mi approccio ad un libro in virtù della trama, do sempre poca importanza alla copertina o all'autore, e questo non vuole certo dire che per me questi due elementi non siano importanti, semplicemente non mi soffermo su un nome e sul dato estetico, il succo del libro è e deve essere la trama ed è per questo che è la prima cosa che guardo ed è l'unica da cui mi faccio veramente influenzare. In questo specifico caso, però, ammetto che lo scrittore, Sergio Fanucci, ha attirato la mia attenzione e soprattutto la mia curiosità e ha inciso non poco nella mia scelta di leggere Codice Scorsese, scelta che mi ha soddisfatta sotto tanti aspetti, ma che mi ha lasciata perplessa sotto altri.
Peter Makarov è un detective della Omidici che, ossessionato dal passato, si ritrova ad indagare su un caso di omicidio che sarà in grado di portare a galla verità impensabili. La vittima è Sharon Corvino, figlia di un ex boss della mafia, John Corvino, e proprietario di un impero commerciale di non poco conto, e tutte le prove apparentemente portano ad incriminare il marito, Jeff McKinley, dell'assassinio, ma nulla è come sembra e sarà compito del suo avvocato, Elisabeth Scorsese, una donna abile, intelligente, incorruttibile e risoluta, far assolvere il suo cliente, liberandolo da ogni accusa sostenuta dalla polizia e dal procuratore. Tutto sembra molto lineare, il caso sembrerebbe ormai risolto, ma alcuni particolari non convincono né l'una né l'altra parte e quando si affaccia la possibilità che possa centrare la mafia russa ed uno smercio di droga di grandi dimensioni, le cose cominciano a complicarsi, i ruoli a definirsi e le paure a rivelarsi dando vita ad un intreccio pericoloso fatto di giochi di potere e di sangue, che comincerà inevitabilmente a scorrere senza fermarsi.
Fin dalle prime pagine emerge il grande talento dello scrittore: grazie alle sua parole e alle scene descritte, Sergio Fanucci è in grado di attirare subito l'attenzione del lettore e soprattutto di far crescere in lui una grande e morbosa curiosità lasciando tutto in sospeso e rendendolo conscio del fatto che quel piccolo particolare leggermente accennato potrebbe rivelarsi di grande importanza se non addirittura essere il punto focale della vicenda.

Maria uscì e rientrò nella stanza poco dopo, portando un cellulare ancora nella sua custodia. McKinley lo scartò e lo accese facendo cenno di voler rimanere da solo. Compose un numero che sapeva a memoria e attese tre squilli. Poi chiuse la comunicazione. Lo digitò di nuovo e questa volta attese cinque squilli per poi riagganciare. Infine, lo compose per l'ultima volta e al sesto squillo una voce rispose: "Cosa succede?" 
"Sanno tutto."
"Tutto quanto?"
"Abbastanza per capire."
"E tu cos'hai fatto?"
"Gli ho dato il biglietto."
"Bene.. e lei?"
"Ho fatto in modo che sapesse."
"Ottimo, ci penso io ora, stai tranquillo."

La storia di per sé non è affatto male, è ben pensata ed è in grado di tenere alta l'attenzione del lettore pagina dopo pagina: misterioso ed intrigante al punto giusto Codice Scorsese è un thriller degno di essere denominato tale ed ogni elemento è al posto giusto, come l'immancabile suspense che deriva non solo dalle situazioni che si vengono a creare, ma anche dalle ambientazioni, lugubri e perfetti per gli avvenimenti, o la presenza di killer spietati disposti a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, ma l'intreccio, secondo me, è il punctum dolens del libro: troppo complesso e articolato, è composto da varie storie destinate ad incrociarsi tra loro dando vita a situazioni, a volte, al limite del credibile e creando confusione nella mente del lettore, e sono dell'idea che alleggerendo lo svolgimento della trama Sergio Fanucci sarebbe stato in grado di scrivere un thriller memorabile.
I personaggi, invece, li trovo molto ben costruiti, forse leggermente sopra le righe, ma non per questo meno credibili: è vero, forse ad un primo impatto possono sembrare troppo perfetti, con una vita complicata ma con un temperamento da guerriglieri e con un unico grande ideale, quello della giustizia, ma nel corso della lettura verranno fuori le loro debolezze, derivanti di intrecci amorosi, preoccupazioni per la famiglia e da legami affettivi vari, facendoli diventare così più umani, più simili a noi lettori. In particolare ho apprezzato molto l'avvocato Scorsese, forse per la mia passione per l'ambito giuridico o la mia predilezione per i personaggi forti con una personalità altrettanto prorompente, una donna abile, furba, molto intelligente, ma del tutto umana, dilaniata dalle preoccupazioni che popolano la vita di tutti i giorni e dalle paure che, inevitabilmente, si troverà ad affrontare. Tra l'altro nel corso del libro l'autore è stato molto abile a non abbandonare mai i personaggi, nessuno di essi è in realtà una semplice comparsa, ma non posso dirvi di più altrimenti vi svelerei il tutto, per cui vi rimando alla lettura per questo particolare.
Le ambientazioni, poi, come dicevo prima, le ho trovate praticamente perfette, lo scrittore è stato in grado di renderle perfettamente adatte alle scene narrate creando quel quid pluris di cui il libro aveva assolutamente bisogno. Ho apprezzato molto anche il fatto di aver preso in considerazione anche una città italiana, Roma, in aggiunta delle solite località americane che popolano le nostre librerie.
Il finale porterà a galla scomode verità e al contempo aprirà una nuova pista su cui l'avvocato dovrà indagare, più o meno collegata con la storia stessa, lasciando così intravedere la possibilità di un sequel del thriller.
Lo stile, infine, risulta molto scorrevole e semplice, facilitato anche dalla presenza dei molto dialoghi che popolano il libro che sicuramente rendono la lettura più veloce ed intensa.
Tirando le fila, quindi, posso affermare di aver apprezzato l'esordio in libreria di Sergio Fanucci, tuttavia sono convinta del fatto che ancora qualche miglioramento possa e debba essere fatto per fare dell'autore uno dei più letti in Italia.

valutazione 5

Commenti

  1. Lo trovo molto bello, una lettura che ti appassiona pagina dopo pagina. spero di leggerlo presto

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  2. Una recensione con i fiocchi Vale! Non ho parole :)
    Devo dire che mi hai invogliato a leggerlo, e non è il mio genere :)

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  3. Sembra molto carino, anche se non mi convince molto :/

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  4. Sono molto incuriosita! Bella recensione :)

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