domenica 3 gennaio 2016

Recensione: Il fantasma di Scrooge di Aizir G. Ziranov

"Chi sei? Cosa vuoi da me?" chiede allo sconosciuto.
"Mettiamo subito le cose in chiaro. Il mio nome è Ebenezer Scrooge. Odio il Natale, Santa Claus e il rosso. Sei messo male, caro mio."


Prezzo: € 0,99 
Pagine: 41
Genere: Horror
Editore: Dunwich
Data di pubblicazione: 22 Dicembre 2015

«Maledetto Natale!» Una figura, di spalle, alla finestra. Indossa un trench logoro; i capelli bianchi, lunghi e sporchi si intravedono da un cappellaccio bucato e sudicio. «Che posto è questo?» Lydia non riesce a pronunciare nessuna parola. L’uomo tira su con il naso, rumorosamente. «Ti ho fatto una domanda, piccola peste. Esigo una risposta e ho già aspettato troppo.» Scoppia in una risata sguaiata. «Siamo a Staten Island, New York City. America.» «Cosa? America?» Lo sconosciuto si gratta la barba lunga. Comincia a camminare per la camera, passi lenti e cadenzati. Le catene che porta arrotolate al collo e agganciate ai pantaloni producono un cigolio agonizzante. Nota il libro sul letto. Lo afferra. «Hai letto Il Canto di Natale?» La ragazza fa un cenno affermativo con la testa. Lui tira su con il naso. «Dimenticatelo. Le cose sono andate un tantino diversamente.» «Tu sei Ebenezer Scrooge?» «In carne e ossa. Si fa per dire. Hai fatto un casino, bellezza.» Scrooge osserva il libro di Dickens che tiene ancora in mano. Storce la bocca e sbuffa.

Il canto di Natale di Charles Dickens è un grande classico che a Natale non può mai mancare di essere riletto e la storia, bene o male, la conosciamo tutti, grazie anche alle numerose trasposizioni cinematografiche che ne sono state fatte, ma se la storia fosse differente? Se la vita di Scrooge, il protagonista, fosse stata diversa? Se la comparsa degli spiriti del Natale passato, presente e futuro avessero avuto un impatto diverso nelle sue vicende? Se Scrooge fosse davvero un uomo cattivo, cinico e spietato? Aizir G. Ziranov ci regala una versione differente e completamente distorta del racconto, una visione del tutto nuova che non mi è dispiaciuta affatto.
Ebenezer Scrooge ritorna sulla Terra sotto forma di spirito ed esattamente com'era successo a lui nel celebre canto di Dickens decide di perseguitare gli abitanti di una cittadina americana, a Staten Island, ma la differenza tra le due creazioni è netta: mentre il protagonista del classico, grazie agli spiriti arrivatigli in visita, si redime e comincia a condurre una vita completamente differente, questo Scrooge è un uomo spietato che nutre ancora un grande odio per il Natale e che farà di tutto pur di rovinare la festa a quante più persone possibili, cominciando presentandosi, una notte, alla giovane Lydia, appena trasferitasi in America con la famiglia a causa del lavoro del padre. E' la Vigilia di Natale quando cominciano a verificarsi omicidi truculenti a New York City e sarà compito del detective Sam Burton incastrare l'assassino, ma è davvero possibile farlo? Quali rischi sta correndo l'uomo? Nessuno è al sicuro in città, nessuno.
Questo è uno di quei racconti dal quale in realtà non sai bene cosa aspettarti, lo inizi spinto da una curiosità che non fa altro che alimentarsi già nella pagina iniziale, dove l'autore, con una grande fantasia, intraprende un dialogo con il protagonista stesso del libro, Scrooge, in cui si palesa chiaramente al lettore l'intenzione di dare vita a qualcosa di completamente differente, ad una storia la cui prima caratteristica spicca fra tutte le altre: l'Originalità.
Sulla storia non voglio dirvi di più perché essendo molto breve vi rovinerei ogni sorpresa, ma vorrei porre l'accento su una cosa che ha attirato particolarmente la mia attenzione: le atmosfere create dall'autore sono fantastiche e soprattutto molto efficaci, rendono perfettamente gli stati d'animo dei protagonisti e sono in grado di dare alla storia quell'aria cupa e misteriosa che in ogni racconto horror deve esserci. Qui l'autore ha dato prova di grandi capacità narrative e descrittive, senza alcun dubbio.
Lo stile, infine, è forse quello che mi ha lasciata un po' più perplessa, ma che, nonostante tutto, si è rivelato essere adatto alla storia: molto frammentato, presenta frasi molti brevi, ma dirette, molto semplici e molto efficaci che non minano assolutamente la scorrevolezza dello scritto.
Elementi horror e splatter si mescolano magnificamente in un racconto ben costruito dove nulla è lasciato al caso e dove tutto sarà in grado di sorprendervi.

valutazione 5

1 commento:

  1. Questa recensione mi era sfuggita, il libro lo trovo molto carino la copertina un pò meno.

    RispondiElimina